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Scena epica di una guerriera fantasy in stile inchiostro
Un prompt cinematografico completo per Seedance 2.0 che descrive una guerriera su una scogliera sopra una tartaruga gigante che trasporta un'antica città. Include design dettagliato del personaggio, illuminazione e una timeline della telecamera di 15 secondi.
Istruzione
Personaggio: Una giovane guerriera con lunghi capelli neri intrecciati in più ciocche, che volano nel vento come stendardi color inchiostro. Il suo viso è freddo e pallido, gli occhi infossati, le labbra serrate e lo sguardo affilato come una lama. Indossa un'armatura metallica completamente nera con una debole luce stellare che scorre sulla superficie, come se frammenti di galassia fossero stati forgiati nell'acciaio. Sulla spalla sinistra è drappeggiato un mantello stellato blu profondo e nero, cosparso di innumerevoli particelle di polvere dorata. Impugna uno spadone di ferro nero alto quanto lei; la lama è larga e pesante, l'estremità dell'elsa è decorata con intricati motivi gotici e la lama brilla di un debole arco viola scuro. Scena ambientale: Un mondo primordiale in stile inchiostro orientale. Un'antica tartaruga divina emerge lentamente dal vasto mare, trasportando sul suo guscio un'intera città antica orientale: palazzi con gronde volanti, fitti corridoi, pagode inclinate e case a strati che si estendono fino al punto più alto del dorso della tartaruga. Le quattro zampe della tartaruga sono come pilastri di pietra conficcati nel mare, con l'acqua che scende come cascate tra di esse. Una nebbia fitta riempie la superficie del mare e il cielo è schiacciato da nuvole grigio piombo, con occasionali fulmini silenziosi che danzano tra gli squarci delle nubi. Nel punto più alto della città sul dorso della tartaruga si trova uno sperone roccioso isolato sopra le nuvole, con una parete verticale coperta di antiche incisioni erose dai venti marini per millenni. Colore e luce: Toni generali blu-grigio inchiostro, superficie del mare blu profondo e indaco, prospettiva atmosferica bianca nebbiosa. I punti di luce stellare sull'armatura forniscono una debole luce diffusa dorata e calda. Il fulmine è bianco freddo e proietta la sagoma del personaggio sulla parete di nuvole quando illumina. Nel momento finale sulla cima della scogliera, un raggio di luce squarcia le nuvole scure, riversando una pallida luce solare sul personaggio come un oracolo. Stile: Qualità cinematografica live-action, movimento continuo della telecamera fisica, inerzia naturale dell'obiettivo e sensazione di respiro, prospettiva atmosferica realistica, fusione di estetica inchiostro e dark fantasy, nessuna traccia di CG, grana della pellicola e sottile distorsione dell'obiettivo. Timeline: 0:00–0:03 La telecamera parte sotto il mare, nel buio blu profondo. Le zampe della tartaruga gigante si ergono come pilastri antichi nell'acqua torbida. La telecamera sale lungo la superficie della zampa, superando muschio, cirripedi e incisioni rupestri millenarie. Piccole particelle di polvere luminosa fluttuano nell'acqua. Quando la telecamera rompe la superficie, le gocce d'acqua scivolano via dall'obiettivo. Il mondo passa dal silenzioso blu profondo a una nebbia grigio-bianca sibilante. 0:03–0:06 La telecamera continua a salire, oscillando con inerzia. L'antica città sul dorso della tartaruga viene rivelata: lo strato inferiore presenta rovine di un villaggio di pescatori e ponti di catene arrugginite; lo strato intermedio ha case dense e stretti vicoli di pietra, con fuochi che tremolano in alcune finestre. Una catena gigante simile a un serpente pende da un'alta torre, incisa con simboli di sigillo simili al sanscrito, che gemono nel vento. La telecamera passa attraverso uno spazio tra due torri inclinate mentre cadono macerie. 0:06–0:09 La telecamera orbita lateralmente alla città. Un'aquila gigante grigio pallido scivola fuori dalla nebbia, le ali coprono metà dell'inquadratura. La vibrazione del flusso d'aria scuote l'obiettivo. La telecamera segue il volo dell'aquila verso l'alto, rivelando l'intera scogliera: la parete rocciosa verticale raggiunge le nuvole, scolpita con rilievi di antichi dei giganti, volti consumati e sfocati, di cui rimangono solo occhi vuoti. Una stretta scala di pietra si snoda verso l'alto; la guerriera appare a metà strada, mentre sale. Il suo mantello stellato sbatte violentemente, lo spadone è appeso alla schiena e il suo arco viola lascia un'ombra nella nebbia. 0:09–0:12 Passaggio allo sperone della scogliera, inquadratura dal basso. Appare prima la mano della guerriera, i guanti metallici scavano nelle crepe della roccia, poi lei balza sulla cima. Le macerie si disperdono all'atterraggio. I suoi capelli neri si alzano come fiamme d'inchiostro. Si inginocchia brevemente, ansimando, la luce stellare dell'armatura pulsa con il suo battito cardiaco. Si alza, affrontando il vuoto: in lontananza, altre sagome di tartarughe appaiono nella nebbia, formando una flotta antica e silenziosa. Il vento scaturisce dall'abisso, strappando il mantello e le trecce. 0:12–0:15 Fa l'ultimo passo verso il bordo. Estrae lo spadone; il metallo stride contro la piastra posteriore. Lo solleva in alto con entrambe le mani. Le nuvole grigio piombo si squarciano e una pallida lama di luce trafigge esattamente lei e la spada. L'arco viola scuro sulla lama esplode sotto la luce, diffondendo scintille e polvere stellare come una galassia che si ricompone sul bordo. La sua sagoma viene proiettata sulle nuvole ondeggianti dietro di lei. La flotta di tartarughe in lontananza risuona con un basso ronzio, il mare vibra e la nebbia viene spinta in cerchi concentrici. La telecamera si allontana in un campo lungo: in cima alla scogliera solitaria, una persona con una spada, in piedi su una bestia primordiale che trasporta una città millenaria, dietro di lei una vasta nebbia e la flotta di tartarughe silenziosa, la luce come un pilastro, ogni cosa che si inchina.
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