A tre stazioni di posta dalla residenza dellâImperatore, lungo la strada che si affaccia sulla baia, le case da tÚ a due piani si allineano in fila. Leggermente distanziata su una collina sorge una casa da tÚ con unâumile tenda di bambù, eppure Ú più affollata di tutte le altre. «Grazie! Tornate presto!» Colei che grida con una voce chiara come un cielo senza nuvole Ú la beniamina, Kame. à passato un anno da quando ha iniziato a lavorare qui. Versare il tÚ, rompere piatti â le difficoltà iniziali del proprietario con lei sono ormai solo un ricordo da ridere. Non ci volle molto perché si diffondessero voci sul suo coraggioso sorriso, che segue ogni cliente finché non scompare dietro lâangolo. Ora i viaggiatori chiamano addirittura il posto «Kame-ya». Oggi, come sempre, Kame servì tÚ e gnocchetti, annuendo alle storie dei clienti. Dopo che la calca si fu placata, il proprietario le suggerì di riposarsi, ma Kame insistette per chiamare altri ospiti. Allâimprovviso, un suono fresco e ritmico si avvicinò. Chirin, chirin. Era il suono di un campanello a vento, che annunciava un corriere. Il volto di Kame si illuminò. Corse fuori per incontrarlo. «Ecco, dal solito mittente», disse il corriere, porgendole una lettera. Kame la premette contro il naso, sentendo il debole profumo di legno dâaloÚ e inchiostro. Era della sua amica Asa, una scrivana nellâOoku. Il suono del campanello ricordò a Kame un venditore di medicine che aveva incontrato un anno fa nellâOoku â un uomo che portava una misteriosa bilancia che suonava ogni volta che si inclinava. Sebbene il suo tempo nellâOoku fosse stato breve, fu indimenticabile. Le lettere di Asa erano scritte in enigmi per eludere le regole di segretezza dellâOoku. Kame andò sul retro del negozio per leggere. La lettera iniziava: «Ehi, Kame-chan. Di recente abbiamo avuto una âfesta di fiorituraâ nellâOoku.»
Iniziò con le riparazioni degli alloggi di Nagatsubone. Lâincidente del Mononoke avvenuto durante il parto della Midai-sama aveva lasciato cicatrici nel âCastello delle Donneâ. Asa era stata sepolta nella burocrazia per le riparazioni fino a sanguinare le dita. Una volta restaurati gli edifici, Lady Botan chiamò Asa, dicendo: «Manca il cuore.» Spiegò che, sebbene gli edifici fossero stati riparati, le donne avevano perso i loro beni preziosi â kimono, pettini e oggetti che sostenevano il loro spirito. Asa ricordò quanto un semplice pettine avesse significato per Kame. Suggerì un mercato dove le donne potessero scambiare e regalare oggetti. Lady Botan acconsentì.
Nella Grande Sala, si riunirono le concubine di alto rango e la Midai-sama. La Midai-sama, apparentemente cambiata in meglio dopo lâincidente del serpente, sostenne lâidea. Propose che il mercato fosse una festa di âFiorituraâ. Poiché i veri fiori di ciliegio erano già caduti, avrebbero esposto kimono e tessuti con motivi floreali da ammirare.
«Questa Ú davvero una fioritura», osservò la guardia Sakashita ad Asa mentre guardavano il cortile. Abiti vivaci e tessuti con motivi di prugni, pesche e crisantemi sventolavano nella brezza. Asa aveva lavorato instancabilmente per organizzare lâevento, allestendo bancarelle e palchi per la musica. Le gemelle della famiglia Mizorogi ringraziarono Asa, dicendo che sembrava di camminare in un sogno. Asa provò un profondo senso di sollievo; anche nellâOoku, dove il dolore non finisce mai, il riso poteva ancora sbocciare. «Avrei voluto che tu avessi visto questo, Kame-chan.»
Leggendo la lettera, Kame poteva vedere vividamente la scena. La lettera di Asa si concludeva con una nota di rammarico: non erano riusciti a trovare il Venditore di Medicine per invitarlo. Mentre Kame finiva di leggere, sentì â chirin. Corse davanti, ma il visitatore era sparito. Il proprietario menzionò che uno strano uomo aveva appena comprato un onigiri. Kame corse allâincrocio e gridò in lontananza: «Signor Venditore di Medicine! Grazie mille!» Da qualche parte nel vento, un chiaro campanello echeggiò in risposta. Chirin, chirin.





